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società

Lettera al mio Sindaco

Annalisa Garganodi ANNA LISA GARGANO

Caro Sindaco,            
devo ammetterlo. Lei è bravissimo a cogliere opportunità e reperire fondi, tra Masterplan e bandi europei, per costruire ponti, piscine e rotatorie. E se valesse l’equazione +finanziamenti = +benessere Castel di Sangro sarebbe davvero un paese in corsa.      
Ma così non è, purtroppo. I ragazzi, appena possono, lasciano Castel di Sangro per costruire altrove il loro futuro, le nostre strade sono tappezzate di cartelli vendesi e affittasi, la maggior parte degli imprenditori non chiude più per caparbietà che per convenienza e sempre più cittadini perdono soldi e dignità davanti alle slot machine. 

Certo, è un periodo di grande difficoltà per tutti e, forse, noi abruzzesi di montagna lo stiamo affrontando meglio di altri. Ma in ogni caso, in questi ultimi tre anni, troppo poco si è fatto per il benessere e la cura dei cittadini, a cominciare da una politica di bilancio orientata alla riduzione della pressione fiscale.       
A Castel di Sangro abbiamo l’addizionale Comunale Irpef con l’aliquota massima consentita e senza alcuna fascia di esenzione per i redditi più bassi, cosa che invece la maggior parte dei comuni italiani ha deliberato.
Stessa situazione per l’Imu: aliquota al 10 per mille per le attività produttive e le seconde case con una previsione di aumento per il 2019 al massimo consentito del 10,6. Paghiamo il 7,6 per mille su aree fabbricabili che fabbricabili non sono, in quanto manca il PRG approvato. Pensavamo che la Presidenza della Provincia avrebbe in qualche misura “accelerato” la procedura ma, evidentemente, ci sbagliavamo.
Sul fronte dei rifiuti abbiamo accolto con entusiasmo la differenziata, abbiamo “abbellito” i nostri balconi con mastelli colorati e ogni sera, prima di addormentarci, ci chiediamo “avrò portato giù il secchio giusto?”. Pensavamo che l’impegno sarebbe stato ricompensato, oltre che dalla soddisfazione personale di fare qualcosa per l’ambiente, anche da un piccolissimo alleggerimento della Tari. In realtà, per qualcuno la TARI è diminuita ma ciò è dipeso non dal minor costo dello smaltimento ma dal fatto che il regolamento comunale si è dovuto adeguare alla normativa nazionale. In fondo anche l’aver sottratto al Cogesa parte del servizio (a favore della Castel di Sangro Servizi) avrebbe dovuto portare ad un abbattimento dei costi.           
Ed invece, così non è stato: per alcune utenze la Tari è addirittura aumentata e, a due anni dall’avvio della differenziata, riusciamo a malapena ad avvicinarci alla percentuale del 70% restando troppo vicini al valore minimo stabilito dalla legge (65%).penna e calamaio           
Come se non bastasse poi, quest’anno, per non meglio specificati problemi “tecnico-amministrativi”, dovremo pagare la Tari in 4 mesi anziché 9 e con un preavviso di soli 3 giorni dalla prima scadenza! Ma come? Comunicazioni tempestive e altisonanti per tutto, tranne che per quello che riguarda più direttamente il singolo cittadino?          
Silenzio assoluto anche sulla tassa sui passi carrai, poi sospesa, e sulla tassa sulla pubblicità (ICP). In realtà le tariffe della ICP sono le stesse dal 1994 ma quest’anno la Soget ha effettuato un “censimento” delle insegne pubblicitarie (considerando tali anche i post-it sulle vetrine!) ed ha inviato gli avvisi di pagamento.  Se questo è stato deliberato, questo pagheremo.          
Voglio però pensare che se, anche grazie alla Soget, le entrate tributarie del comune aumenteranno, si potrà finalmente avviare una politica di bilancio un po’ più attenta al benessere dei cittadini. Non si tratta soltanto di abbassare le tasse ma anche di indurre, attraverso le agevolazioni fiscali, comportamenti “virtuosi” che avvantaggino il singolo e la collettività.         
Penso, ad esempio, ad una riduzione della tassa di occupazione del suolo pubblico (Tosap) per chi vuole ristrutturare la propria casa e deve installare un ponteggio (ne varrebbe il decoro e la sicurezza pubblici) oppure per il bar che dichiara di non aver mai avuto le slot o di essere pronto alla loro eliminazione (ne varrebbe la tutela delle fasce più deboli ma anche l’etica imprenditoriale).      
A proposito, che ne è dei 300 metri di distanza che obbligatoriamente ci devono essere tra i luoghi di aggregazione, come le scuole, e i locali con le slot?            
Nei prossimi mesi dovrebbero scadere molte autorizzazioni. Cominciamo da qui: per i locali che tolgono le slot machine, riduzione della Tosap sui dehors e marchio etico.         
Sono sciocchezze?  Forse.  
Ma vale la pena spenderci un po’ di tempo ed energie.      
E se le grandi opere e i mille impegni istituzionali La occupano troppo, deleghi qualcuno, caro Sindaco. Castel di Sangro merita una politica di bilancio seria e attenta che ottimizzi i costi di gestione dei servizi e riduca la pressione fiscale. 
E, in questo modo, forse, anche il nostro “Calatrava” ci piacerà un po’ di più!

Cordialmente,
Anna Lisa Gargano

1848
testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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