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SOLIDARIETÀ E INTERCULTURA

Luisa Tritonedi luisa tritone

Lo scorso 20 giugno è stata celebrata la "Giornata mondiale del rifugiato", istituita nel 2000 per dare modo di riflettere sulle condizioni di milioni di persone costrette a fuggire dai loro paesi a causa di guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti umani. In tutto il mondo si sono svolte manifestazioni e concerti per ricordare i diritti di rifugiati e richiedenti asilo, al fine di migliorare la loro accoglienza e sensibilizzare l’opinione pubblica. L’indifferenza e la scarsa informazione generano solo paura e insicurezza. Viene quindi spontaneo chiedersi cosa si sta facendo qui da noi per facilitare l’integrazione e cosa fanno le istituzioni locali.

Nella frazione di Roccacinquemiglia sono residenti da più di un anno circa 50 richiedenti asilo, tutti uomini, provenienti da Paesi dell’Africa Occidentale (Nigeria, Gambia, Mali, Guinea, Senegal, Costa d’Avorio) e da alcuni Paesi dell’Asia Orientale (Pakistan e Bangladesh), di cui 48 ospitati nel Centro di Accoglienza Straordinaria temporanea (CAS) “Il Geranio”, gestito dalla società “Gestione Orizzonti”. La maggior parte di loro è in attesa del riconoscimento della protezione internazionale o umanitaria, mentre per coloro ai quali la Commissione territoriale di Ancona l’ha già concessa, si sono aperte le porte nei Centri SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) per l’accoglienza integrata finalizzata all’inserimento socio-lavorativo. C’è da dire che alcuni CAS come il nostro sono diventati la dimora a tempo indefinito dei numerosi richiedenti asilo per insufficienza di posti negli SPRAR e che lavorano al pari di questi ultimi per la loro integrazione e l’inserimento lavorativo. A Castel di Sangro, oltre gli ospiti de “Il Geranio” sono presenti ulteriori 12 richiedenti asilo in un altro CAS di Roccacinquemiglia (Edil Sam di Mario Salvatore) ed altri 12 presso il CAS gestito dalla Cooperativa Eureka di Roma (di fronte all’ex ristorante Don Camillo). 1 articolo LuisaNegli altri comuni del comprensorio sono presenti circa 250 richiedenti protezione internazionale, una cinquantina ad Alfedena, una trentina a Scontrone, quarantacinque a Pescasseroli, una trentina a Rionero e un centinaio a Roccaraso, settantotto dei quali residenti presso la struttura “Il Poggio”, sia uomini che donne, malgrado la normativa preveda per queste ultime Centri appositamente attrezzati, ma le Prefetture si giustificano dicendo che al momento non ci sono altre disponibilità. Ad Alfedena, come in molti Comuni italiani, è stato consentito ai migranti di occuparsi della manutenzione del paese, migliorando così l’arredo urbano e favorendo l’incontro con la cittadinanza. Progetti simili sono stati presentati anche nei comuni di Pescasseroli (approvata la delibera comunale), Scontrone e Castel di Sangro (ancora fermo), prevedendo attività di volontariato quali la cura e la manutenzione del verde pubblico, l’orticoltura, la tinteggiatura di edifici pubblici, oppure la partecipazione ad eventi di interesse sociale, sportivo, artistico, ricreativo e culturale, in collaborazione con gli Enti e le associazioni del territorio. Una prima esperienza è già stata attuata nella frazione di Roccacinquemiglia. Molti ospiti hanno dimostrato di volersi integrare con la comunità locale partecipando attivamente alle due giornate ecologiche di pulizia e manutenzione del paese, organizzate dall’Associazione culturale “Pro Rocca” . In Italia vi sono svariati esempi per la trasformazione di questa criticità in ricchezza per il paese. Degna di nota è la “micro accoglienza diffusa” realizzata in undici comuni della Val Camonica, attingendo da fondi comunitari non utilizzati. 2 articolo LuisaEsistono molti esempi di iniziative volte all’integrazione ma di fondo bisogna capire che queste persone, così come noi, sono vittime di una cattiva gestione delle economie mondiali. Qui da noi una nota di colore è “Joyful Dancers, Danzando nel mondo” l’idea concretizzata da un gruppo di cittadini e ragazzi di varie nazionalità. Il progetto prevede uno scambio interculturale nell’ambito della danza, finalizzato alla realizzazione di flash mob. Il primo è stato presentato il 24 giugno 2016 durante l’evento “Chi ricerca...Gioca!!!”, organizzato dall’Associazione “Spazio Pieno” di Castel di Sangro. Il secondo in occasione della giornata conclusiva della marcia “Quattrocentomila passi per i Parchi Nazionali” organizzata dall’Associazione ONLUS “Mountain Wilderness” tenutasi a Villetta Barrea. La musica e il ballo hanno permesso di rompere le barriere dell’indifferenza, un primo passo verso l’integrazione e l’aggregazione. (Si ringraziano per la stesura dell’articolo, Dantina Grosso, insegnate di danze popolari e Gianni Marchionna, mediatore culturale)

 

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testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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