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politica e palazzo

Elezioni regionali: #10 domande ai candidati dell’Alto Sangro (3)

5) Parliamo della tua campagna elettorale e di costi. Su cosa hai investito e quanto hai speso finora? Hai ricevuto finanziamenti e/o contributi?

DI DONATO: Non sono ancora riuscito a quantificare le spese, ma di certo posso affermare due cose: non ho ricevuto nessun finanziamento o contributo e sono nettamente sotto il limite imposto dalla legge per le spese. Privilegio i rapporti umani e le spese le ho concentrate tutte sul materiale elettorale. Niente spot televisivi e radiofonici, niente cene. Ho puntato sui social, utilizzando il mio profilo e non comprando follower. Sto cercando di contattare tutti i miei elettori personalmente: voglio che mi guardino in faccia, voglio che sentano la mia voce direttamente. Voglio sentire la loro fiducia direttamente, per questo ho macinato chilometri ed ho incontrato i cittadini in quasi tutti i Comuni della provincia dell’Aquila. In ogni caso sarà tutti rendicontato e pubblicato come previsto dalla legge.

LIBERATORE: La mia è una campagna elettorale austera. Devo fare affidamento sulle mie (irrisorie) disponibilità e sull’aiuto, solo morale, dei miei amici. Per ogni ulteriore dettaglio, Vi invito a contattare il mio mandatario elettorale.

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Elezioni regionali: #10 domande ai candidati dell’Alto Sangro (2)

3) Nelle passate elezioni regionali, le candidature locali sono sempre state viste come candidature di servizio, per i più critici candidature "portaborracce", utili solo a portare acqua ai candidati della Marsica e della Valle Peligna. Perché la tua candidatura non dovrebbe essere percepita in questo modo?

WhatsApp Image 2019 02 05 at 10.56.33DI DONATO: Vengo dal mondo dello sport agonistico e sono molto competitivo. Non ho “cambiali” da onorare, non vivo di politica, non ho mai accettato candidature di servizio e non mi piace che il mio territorio finisca su un binario morto. Ho una grande squadra che sta lavorando con me su tutto il territorio provinciale: siamo convinti che arriveremo a Palazzo dell’Emiciclo insieme a Giovanni Legnini, che sta compiendo una rimonta storica che aprirà una nuova fase vincente della nostra regione. C’è un entusiasmo incredibile intorno alla mia candidatura: vedrete che chi gioca contro il nostro territorio questa volta resterà deluso. Chi è abituato a candidarsi per eccesso di autostima, chi è stato già sonoramente bocciato nelle precedenti elezioni regionali e non si rassegna, non fa il gioco dell’Alto Sangro. È il momento di metterci la faccia: io lo faccio perché credo nella qualità e nella storia di Legnini. Ho tutte le carte in regola per farcela e per regalare a questo territorio una voce che altrimenti non avrà mai. Certamente non mi sarei mai candidato solo per permettere ad altri di difendere una poltrona frutto di accordi politici di secondo livello. Poltrone che ovviamente sono a tempo determinato e quel tempo sta scadendo, come sono di qualità scadente gli accordi da sottobosco della politica che le hanno determinate. La gente è ben cosciente del quadro deprimente che si trova davanti ed è stufa di questi giochini sulla pelle dei cittadini e dei servizi.

DONATELLI: Voglio chiarire con forza che la mia candidatura è certamente al servizio del nostro territorio. La Lega in questo momento ha un enorme consenso popolare e credo che il mio apporto elettorale, dal punto di vista numerico, non risulti indispensabile. Credo che la mia candidatura, proprio per le ragioni che ho elencato precedentemente, vada considerata come la vera possibilità di rappresentare con altro spirito il nostro territorio in Regione. Le percentuali dei sondaggi confermano una futura e forte presenza della Lega nel prossimo consiglio regionale: in caso di vittoria almeno 13 consiglieri, sui 17 che spetteranno alla coalizione vincitrice, saranno assegnati al mio partito. La nostra, molto probabile, forte presenza nella giunta regionale aumenterà fortemente la possibilità d’ingresso di altri consiglieri. La mia campagna elettorale si sta volgendo su tutto il territorio provinciale e trovo ampio consenso sulla mia persona. Sono la più giovane candidata di tutta la coalizione di centrodestra, questo non è un valore ma un apprezzamento che testimonia la voglia del cambiamento.

LIBERATORE: Storicamente il nostro territorio non è mai riuscito ad esprimere un candidato. La sfida è senza dubbio difficile anche questa volta. Sono fermamente convinto però che ci siano comunque delle possibilità di successo. Non avrei mai accettato questa sfida per interpretare il ruolo di “portaborracce”. Ho dalla mia l’unica candidatura di Castel di Sangro, l’appoggio di gran parte del gruppo di maggioranza del consiglio comunale, su tutti del sindaco Caruso; ho la speranza di un appoggio della comunità di Castel di Sangro e delle zone limitrofe, con l’intento di rappresentare una figura adeguata e rappresentativa di un intero comprensorio. La mia carriera politica, nata nel 2004, ha raggiunto il giusto livello di maturazione, una maturazione che mi rende consapevole di quello che riuscirò esprimere in consiglio regionale.

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Elezioni regionali: #10 domande ai candidati dell’Alto Sangro (1)

1) Sei uno dei tre candidati del territorio, una breve descrizione per i nostri lettori.

WhatsApp Image 2019 02 05 at 10.56.33DI DONATO: Montagna, studio, moderazione, sport, dialogo, rispetto e lealtà. Potrebbe essere questo il paradigma giusto per presentarmi. Ho 41anni, sono laureato in Giurisprudenza e in Management dello sport e delle imprese sportive. Ho perfezionato la mia formazione accademica frequentando un master in Diritto ed economia dello sport nell’Ue ed un altro master in Management delle imprese sportive. Da 7 anni sono il sindaco di Roccaraso, vivo a Castel di Sangro con la mia compagna Annalisa, sono il presidente del Collegio abruzzese dei maestri di sci e da quando sono piccolo frequento le piste da sci del comprensorio dell’Alto Sangro prima come atleta e oggi come allenatore. Ai giudizi superficiali preferisco le analisi approfondite, ho una formazione politica e culturale fondata sulla moderazione, ma mi piace tradurre in fatti concreti gli impegni che prendo con la mia gente. Credo nel lavoro di squadra ma amo prendermi le mie responsabilità e quando c’è stato da difendere il mio territorio mi sono sempre battuto con grande determinazione. Dico grazie al passato, ma guardo con entusiasmo al futuro. Non ho mai fatti calcoli personali, non baratterei mai la stima e la fiducia della mia gente per una poltrona o per un incarico. 

DONATELLI: Mi chiamo Giulia, sono di Pescocostanzo e ho 24 anni. Il mio interesse per la politica nasce fin dai tempi della scuola, ho frequentato il Liceo Scientifico a Sulmona e già in quel periodo ho rappresentato gli studenti presso la Consulta provinciale degli istituti superiori. Non nascondo che a casa la politica ha sempre avuto una presenza attiva, da parte di mio padre che ha avuto in passato un ruolo nell’amministrazione provinciale dell’Aquila e ora è presente nel consiglio comunale di Pescocostanzo. È chiaro che la mia giovane età è da sé poco sufficiente a testimoniare un passato politico, ma una cosa è certa: insieme alla passione dello sci posso dire con tranquillità che la politica è di pari interesse. La politica è la vita, capisco la frase fatta, ma è così, perché la politica è in ogni aspetto della vita sociale. La tanta attività sportiva effettuata negli anni ha fatto sì che mi rendessi conto del significato di partecipazione, di socializzazione e soprattutto della competizione nella vita.

LIBERATORE: Mi chiamo Andrea Liberatore. Sono nato e cresciuto a Castel di Sangro. Ho 42 anni e sono un avvocato. Sono consigliere comunale di Castel di Sangro dal 2004, comune presso il quale ho presieduto anche l’assessorato alle Politiche Sociali. Sono sposato con Maurizia dal 2014. La mia vita si divide tra Castel di Sangro e Sulmona, città, quest’ultima, dove vivo con mia moglie. Ho una passione smisurata per il mio territorio, non per ragioni di circostanza o di opportunismo elettorale, ma per un sincero e genuino senso di appartenenza. Sento mia questa terra, sento ardere in me la volontà di rappresentare questa comunità. Un eventuale successo non sarà né un vanto né un’impresa per me; sarà solo ed esclusivamente l’onore di rappresentare i miei conterranei. Vivo questa tornata elettorale nella convinzione di riuscire far valere le necessità del nostro territorio; un territorio che, per tante, forse per troppe legislature, è stato spesso relegato ai margini, ma che, per le sue potenzialità e per la sua storia, merita un ruolo da protagonista in consiglio regionale. Io ci sono e ci sarò.

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Torniamo a parlare di politica

Alfredo Fiorittodi Alfredo Fioritto

Nelle ultime assemblee dell’Associazione Progetto Comune ho chiesto agli associati di avviare una discussione franca e aperta sulle nuove elezioni comunali del 2020. Qualcuno ha risposto che sarebbe troppo presto per parlarne ma molti altri hanno convenuto sulla necessità di cominciare. A ben vedere, stando ai tempi fisiologici, se le elezioni si svolgeranno tra aprile e maggio del 2020 vuol dire che a dicembre del 2019 dovrà essere chiaro chi e in che forma si presenterà a sfidare il sindaco Caruso (che certamente si ricandiderà). Il che vuol dire che ci sono circa dodici mesi di tempo per lavorare alla nuova sfida.

È, dunque, il momento di tornare a parlare di politica. Chiariamo: in tutto questo tempo abbiamo fatto politica; ci siamo, però, concentrati sui problemi concreti dell’amministrazione che via via si sono presentati. I temi di discussione sono stati dettati dall’ordine del giorno dei consigli comunali, dalle richieste dei cittadini o dalla nostra stessa iniziativa. Ora ci restano meno di due anni per continuare a fare opposizione in consiglio e nella società. Contemporaneamente dovremo cominciare a pensare al futuro. 

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Opere pubbliche: ecco perché il nostro no

Alfredo Fiorittodi Alfredo Fioritto

Ha suscitato qualche perplessità e allarme il nostro voto contrario all’approvazione dell’elenco delle opere pubbliche per i prossimi tre anni presentato dal sindaco Caruso all’ultimo consiglio comunale del 26 aprile. La nostra posizione è stata poi ripresa in un articolo de “il Centro” in cui, forse con un pizzico di malizia, ci si accusa di essere contrari allo sviluppo economico che tali opere porterebbero. Forse occorre chiarire la nostra posizione per evitare le solite strumentalizzazioni da parte della maggioranza.

Primo punto: chi avesse la pazienza di rivedere il video del consiglio (e ce ne vuole tanta) vedrà che la nostra posizione non è di contrarietà alle opere pubbliche ma che, piuttosto, abbiamo espresso perplessità su alcune delle opere presentate che non sono accompagnate da informazioni adeguate sui loro costi una volta realizzate.

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1848
testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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