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politica e palazzo

cronaca di una beffa annunciata

Daniele Marinellidi Daniele Marinelli

Non ci ha convinto, Sindaco. Eppure le avevamo concesso il beneficio del dubbio, approvando all’unanimità in consiglio comunale i criteri per la nomina del nuovo amministratore unico della Castel di Sangro Servizi, consapevoli della delicatezza di una vicenda cui i nostri concittadini – in particolare le famiglie dei lavoratori dell’azienda municipalizzata – assistono con grande preoccupazione. E Lei ha scelto, Sindaco, motivando la sua nomina in un modo che definiremo goffo, così regalandole il privilegio della cortesia. Ci ha spiegato, infatti, che il nuovo amministratore può vantare competenze specifiche in materia ambientale, dimenticando che la Castel di Sangro Servizi non è più titolare del servizio di raccolta dei rifiuti ormai da diversi mesi. Ci ha anche confermato quale sia stata la stella che più d’ogni altra l’ha ispirata: il rapporto di fiducia con il nominato, proprio mentre ai più appariva evidente che in un momento di grave crisi per la multiservizi, soltanto la guida di un tecnico indipendente sarebbe stata garanzia di buona amministrazione.

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   Lo stesso rapporto fiduciario tra i vertici del Comune e della Srl, infatti, non ha impedito alla municipalizzata di generare lo scorso anno la pesantissima voragine che i castellani hanno dovuto ripianare con i soldi delle loro tasse. Al primo dei non eletti della sua lista elettorale va il nostro più sincero in bocca al lupo: è atteso da un impegno complesso e i nostri giudizi sul suo operato dipenderanno esclusivamente dalla bontà del suo lavoro. Lei, Sindaco, ha scartato senza impaccio curricula di tutto rispetto, liquidando perfino le proposte a costo zero dei candidati che avrebbero risposto all’appello senza percepire alcuna indennità, facendo così risparmiare ai castellani importanti risorse economiche. Evidentemente l’indipendenza e la gratuità del servizio non erano per Lei dati significativi.

   La sua scelta – ad onore del vero – è pienamente legittima dal punto di vista giuridico. Il Parlamento ha sì segnalato ai Comuni la pericolosità degli intrecci tra amministrazioni pubbliche e società di servizi, ponendo stringenti criteri per le nomine di politici ed ex politici, ma ha fissato l’asticella a 15000 abitanti, lasciando per ora libertà d’azione ai Comuni al di sotto di quella soglia. Una libertà che Lei, in questo caso, si è voluta prendere senza alcun imbarazzo. Formalmente Lei non ha compiuto alcun abuso, ma con la stessa onestà – poiché più sgradevole del danno è il sapore amaro della beffa – vogliamo domandarle questo: perché nascondere una scelta che a più di qualcuno sembrava scontata, dietro la parvenza di una procedura di selezione? Perché confezionare un bando, se i giochi erano già fatti? Perché prendere in giro i castellani, se il criterio della nomina doveva essere il rapporto fiduciario? Ci creda, Sindaco, con la consueta cortesia: i cittadini si sarebbero volentieri risparmiati questa sceneggiata.

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testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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