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politica e palazzo

Elezioni regionali: #10 domande ai candidati dell’Alto Sangro (3)

5) Parliamo della tua campagna elettorale e di costi. Su cosa hai investito e quanto hai speso finora? Hai ricevuto finanziamenti e/o contributi?

DI DONATO: Non sono ancora riuscito a quantificare le spese, ma di certo posso affermare due cose: non ho ricevuto nessun finanziamento o contributo e sono nettamente sotto il limite imposto dalla legge per le spese. Privilegio i rapporti umani e le spese le ho concentrate tutte sul materiale elettorale. Niente spot televisivi e radiofonici, niente cene. Ho puntato sui social, utilizzando il mio profilo e non comprando follower. Sto cercando di contattare tutti i miei elettori personalmente: voglio che mi guardino in faccia, voglio che sentano la mia voce direttamente. Voglio sentire la loro fiducia direttamente, per questo ho macinato chilometri ed ho incontrato i cittadini in quasi tutti i Comuni della provincia dell’Aquila. In ogni caso sarà tutti rendicontato e pubblicato come previsto dalla legge.

LIBERATORE: La mia è una campagna elettorale austera. Devo fare affidamento sulle mie (irrisorie) disponibilità e sull’aiuto, solo morale, dei miei amici. Per ogni ulteriore dettaglio, Vi invito a contattare il mio mandatario elettorale.

DOMANDA A FRANCESCO DI DONATO: Sei candidato all’interno di una coalizione che nonostante il messaggio di un cambio di passo rispetto al passato resta politicamente comunque la più vicina a chi ha governato l’Abruzzo negli ultimi cinque anni. Come giudichi l’operato della giunta uscente, in particolare sulle scelte politiche in materia di Sanità in Alto Sangro?

Una cosa la voglio dire chiaramente: nessuno ha mai pensato di chiudere l’ospedale di Castel di Sangro e non c’è nessun atto pubblico che riporta questa volontà. Certo non è oggi quello che vogliamo noi. Intanto serve un investimento infrastrutturale anche di carattere anti sismico come quello che è stato appena realizzato a Sulmona. Basta così? Certamente no, perché poi l’ospedale deve essere pieno di servizi e di medici e non può restare una scatola vuota. Un bravo medico crea un rapporto fiduciario e attrattivo con i pazienti: la politica deve metterlo in condizione di lavorare al meglio, dotandolo di strumenti moderni e funzionali in strutture idonee e sicure. Per Castel di Sangro mi batterò per la nascita di un centro traumatologico di prima fascia che sia al servizio anche delle migliaia di turisti che frequentano le nostre piste da sci. Per la Regione, l’ospedale di Castel di Sangro sarà anche un ottimo investimento: aiuteremo i conti della Regione con la mobilità attiva dai pazienti dal Molise e dalla Campania. Ora che siamo fuori dal Commissariamento non ci sono più vincoli e si può tornare ad investire.

DOMANDA AD ANDREA LIBERATORE: In questi anni di consiliatura a Castel di Sangro sei apparso piuttosto morbido nei confronti della giunta D’Alfonso, soprattutto sul tema della Sanità. In particolare, quando si è discusso della possibilità di una mobilitazione popolare sei intervenuto per dissuadere da quella idea. Da candidato ora stai bocciando la politica regionale sugli ospedali. Cosa è accaduto nel frattempo?

Non definirei il mio contegno, nei confronti della questione sanità, come morbido. È stato un atteggiamento diverso da quello dei nostri oppositori in consiglio comunale. Ritengo inutile ricercare una contrapposizione netta su argomenti come questo. La salute è un aspetto fondamentale per tutti, indistintamente. Quando il gruppo Progetto Comune propose una sommossa popolare, per salvaguardare il nostro ospedale, manifestai il mio dissenso, non in relazione al merito della questione, ma in virtù di un timore, da parte mia, di coinvolgere le comunità e metterle l’una contro l’altra. Non deve guardarsi ad uno scontro con la Valle Peligna, ma ad una possibile e concreta opera di collaborazione tra i due territori. Bisogna coinvolgere le comunità, ma senza correre il rischio di trascinarle in piazza e poi non poter mantenere le promesse fatte.

1848
testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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