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politica e palazzo

Elezioni regionali: #10 domande ai candidati dell’Alto Sangro (2)

3) Nelle passate elezioni regionali, le candidature locali sono sempre state viste come candidature di servizio, per i più critici candidature "portaborracce", utili solo a portare acqua ai candidati della Marsica e della Valle Peligna. Perché la tua candidatura non dovrebbe essere percepita in questo modo?

WhatsApp Image 2019 02 05 at 10.56.33DI DONATO: Vengo dal mondo dello sport agonistico e sono molto competitivo. Non ho “cambiali” da onorare, non vivo di politica, non ho mai accettato candidature di servizio e non mi piace che il mio territorio finisca su un binario morto. Ho una grande squadra che sta lavorando con me su tutto il territorio provinciale: siamo convinti che arriveremo a Palazzo dell’Emiciclo insieme a Giovanni Legnini, che sta compiendo una rimonta storica che aprirà una nuova fase vincente della nostra regione. C’è un entusiasmo incredibile intorno alla mia candidatura: vedrete che chi gioca contro il nostro territorio questa volta resterà deluso. Chi è abituato a candidarsi per eccesso di autostima, chi è stato già sonoramente bocciato nelle precedenti elezioni regionali e non si rassegna, non fa il gioco dell’Alto Sangro. È il momento di metterci la faccia: io lo faccio perché credo nella qualità e nella storia di Legnini. Ho tutte le carte in regola per farcela e per regalare a questo territorio una voce che altrimenti non avrà mai. Certamente non mi sarei mai candidato solo per permettere ad altri di difendere una poltrona frutto di accordi politici di secondo livello. Poltrone che ovviamente sono a tempo determinato e quel tempo sta scadendo, come sono di qualità scadente gli accordi da sottobosco della politica che le hanno determinate. La gente è ben cosciente del quadro deprimente che si trova davanti ed è stufa di questi giochini sulla pelle dei cittadini e dei servizi.

DONATELLI: Voglio chiarire con forza che la mia candidatura è certamente al servizio del nostro territorio. La Lega in questo momento ha un enorme consenso popolare e credo che il mio apporto elettorale, dal punto di vista numerico, non risulti indispensabile. Credo che la mia candidatura, proprio per le ragioni che ho elencato precedentemente, vada considerata come la vera possibilità di rappresentare con altro spirito il nostro territorio in Regione. Le percentuali dei sondaggi confermano una futura e forte presenza della Lega nel prossimo consiglio regionale: in caso di vittoria almeno 13 consiglieri, sui 17 che spetteranno alla coalizione vincitrice, saranno assegnati al mio partito. La nostra, molto probabile, forte presenza nella giunta regionale aumenterà fortemente la possibilità d’ingresso di altri consiglieri. La mia campagna elettorale si sta volgendo su tutto il territorio provinciale e trovo ampio consenso sulla mia persona. Sono la più giovane candidata di tutta la coalizione di centrodestra, questo non è un valore ma un apprezzamento che testimonia la voglia del cambiamento.

LIBERATORE: Storicamente il nostro territorio non è mai riuscito ad esprimere un candidato. La sfida è senza dubbio difficile anche questa volta. Sono fermamente convinto però che ci siano comunque delle possibilità di successo. Non avrei mai accettato questa sfida per interpretare il ruolo di “portaborracce”. Ho dalla mia l’unica candidatura di Castel di Sangro, l’appoggio di gran parte del gruppo di maggioranza del consiglio comunale, su tutti del sindaco Caruso; ho la speranza di un appoggio della comunità di Castel di Sangro e delle zone limitrofe, con l’intento di rappresentare una figura adeguata e rappresentativa di un intero comprensorio. La mia carriera politica, nata nel 2004, ha raggiunto il giusto livello di maturazione, una maturazione che mi rende consapevole di quello che riuscirò esprimere in consiglio regionale.

4) Nel corso degli ultimi anni il nostro territorio ha assistito ad una progressiva spoliazione di servizi. Quali istanze, qualora fossi eletto, porteresti all'attenzione del consiglio regionale?

DI DONATO: Intanto bisogna che siano chiarite quelle che sono le competenze della Regione. Sto assistendo ad una campagna elettorale dove si parla di immigrati, Europa, flat tax e pensioni. Ma in tutto questo che cosa c’entra la Regione? Nulla. È ovvio che sarò in prima linea per difendere i servizi del nostro territorio che rientrano nella competenza regionale. A cominciare dalla Sanità che vale l’80% del bilancio della Regione e mi batterò per una nuova politica del trasporto pubblico locale. La Regione però può anche creare nuove occasioni di sviluppo con una legge che ci aiuti a migliorare la qualità della spesa dei fondi europei e che sostenga pesantemente il percorso di riqualificazione del comparto turistico. Più fondi a chi vuole ristrutturare un albergo, più fondi a chi vuole aprire un’attività legata alla ricettività turistica, più fondi alle start up innovative di servizio: bisogna creare le condizioni per avviare una nuova stagione del mercato del lavoro. I nostri ragazzi devono restare qui, non devono andare via, soprattutto quelli con una formazione alta e specialistica. Sulla difesa dei servizi credo che bisogna cambiare completamente strategia: io mi batterò affinché le aree interne e di montagna abbiano uno status particolare e riconosciuto. Se inseguiamo i criteri quantitativi saremo sempre sconfitti. Vivere in un’area di montagna dovrà consegnarci un “bollino” capace di eludere tutti i vincoli che oggi ci penalizzano. In altre regioni l‘Anci e l’Uncem hanno avviato già un’interessante trattativa istituzionale su questa proposta cominciando dalle Poste, dall’Enel e d’altre grandi aziende dello Stato. Lo faremo anche qui e l’Alto Sangro sarà un laboratorio per tutto l’Abruzzo.

DONATELLI: Ognuno di noi pensa di essere stato più penalizzato di altri. Purtroppo la nostra epoca sta vivendo un’accelerazione nei cambiamenti dell’organizzazione sociale ed economica e quella che si definisce spoliazione non è altro che una nuova riorganizzazione dei servizi. La generale condizione nella quale ci troviamo ha urgente bisogno di risposte. Bisogna fermare il declino nel quale ci stiamo avvicinando, ci vogliono idee molto chiare e determinate. Bisogna agire oggi per un futuro che ogni giorno muta nella sua progettazione. Il ruolo della nuova classe dirigente non può essere il rincorrere al ripristino di quanto si è perso, bisogna avere la capacità di rinnovarsi e soprattutto di innovarsi. C’è bisogno di un recupero immediato dei nostri originali valori umani, della grande qualità ambientale della nostra terra, della crescita delle imprese affinché si possa dare una sana risposta agli stringenti problemi occupazionali. Bisogna che si recuperi quella qualità che la nostra terra ci può dare, senza rincorrere false chimere di speculatori esterni.

LIBERATORE: Il nostro territorio merita sicuramente maggiori attenzioni da parte dei vertici regionali. Un territorio che esprime una notevole propulsione turistica e che si attesta, senza timore di smentita,  tra l’eccellenze del Belpaese. All’espansione turistica però deve corrispondere un’adeguata struttura dei servizi. L’istanza che ad oggi merita maggiore considerazione e di cui mi farò portatore in seno al consiglio regionale è legata alla situazione del nostro ospedale. Fermare la spoliazione dei servizi sanitari. La volontà è di portare all’attenzione di tutti la peculiarità del nostro territorio. Un territorio in zona disagiata e con un bacino di utenza che cozza con quelle che sono le esigenze di bilancio della regione. Tuttavia, è al contempo indiscutibile la peculiarità di questo comprensorio, che abbraccia tutto l’Alto Sangro e gli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, e che non può valutarsi in termini meramente numerici. Mi batterò perché si ottenga questo riconoscimento e perché la spoliazione dei servizi  si traduca in una espansione degli stessi.

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testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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