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politica e palazzo

Torniamo a parlare di politica

Alfredo Fiorittodi Alfredo Fioritto

Nelle ultime assemblee dell’Associazione Progetto Comune ho chiesto agli associati di avviare una discussione franca e aperta sulle nuove elezioni comunali del 2020. Qualcuno ha risposto che sarebbe troppo presto per parlarne ma molti altri hanno convenuto sulla necessità di cominciare. A ben vedere, stando ai tempi fisiologici, se le elezioni si svolgeranno tra aprile e maggio del 2020 vuol dire che a dicembre del 2019 dovrà essere chiaro chi e in che forma si presenterà a sfidare il sindaco Caruso (che certamente si ricandiderà). Il che vuol dire che ci sono circa dodici mesi di tempo per lavorare alla nuova sfida.

È, dunque, il momento di tornare a parlare di politica. Chiariamo: in tutto questo tempo abbiamo fatto politica; ci siamo, però, concentrati sui problemi concreti dell’amministrazione che via via si sono presentati. I temi di discussione sono stati dettati dall’ordine del giorno dei consigli comunali, dalle richieste dei cittadini o dalla nostra stessa iniziativa. Ora ci restano meno di due anni per continuare a fare opposizione in consiglio e nella società. Contemporaneamente dovremo cominciare a pensare al futuro. 

Ci sono una serie di domande alle quali rispondere: Progetto Comune sarà ancora il protagonista delle prossime elezioni? Chi sarà il candidato sindaco? Quali saranno i punti del programma elettorale? Chi sarà disponibile a candidarsi nella lista?

Come vedete, c’è molto da discutere; cominciando proprio dalla prima domanda. Che fine farà Progetto Comune? Avendo aperto la discussione sento il dovere (e la necessità) di fare alcune riflessioni e di tracciare un primo bilancio della vita politico-amministrativa di PC. Comincerei dalle ragioni che hanno portato alcuni cittadini castellani a creare PC e a decidere di sfidare la vecchia amministrazione (che, ricordiamolo, governa da oltre 20 anni!). C’era voglia di una proposta politica nuova, civica, trasversale, non riferita direttamente ai partiti e ai movimenti nazionali. Con un forte aggancio ai problemi concreti della comunità castellana senza però dimenticare le dimensioni regionali, nazionali ed europee. La scelta del candidato sindaco nella mia persona, che ancora mi onora e della quale ringrazio molti amici della prima ora, ha dato a PC e alla sua lista elettorale quell’elemento di novità, ma anche di civismo e competenza, che è stato premiato dagli elettori castellani. La sconfitta è stata di misura e abbiamo raggiunto un risultato mai visto nelle precedenti elezioni.Schermata 2018 11 09 alle 21.07.49

Perché, nonostante l’evidente distacco che avevamo in partenza con la lista Caruso/Murolo, siamo stati così vicini alla vittoria? Certamente ci hanno aiutato la novità (della lista e del candidato), la trasversalità (il forte aggancio al senso civico) e i contenuti della proposta politico-amministrativa (il programma). Persone e contenuti: ecco gli elementi del nostro successo, anche nella sconfitta. 

Le persone sono state scelte da me con l’aiuto dei fondatori di PC: nomi già noti come Diego e Daniele e nomi nuovi come Raffaella, Anna Lisa e tanti altri. Alcuni hanno accettato la sfida, altri, cui pure avevo pensato, non se la sono sentita. Quanto ai contenuti, abbiamo puntato su un metodo politico amministrativo diverso e lontano da quello della vecchia politica: quello, per ricordarlo, dei favori e non dei diritti, dei figli e figliastri e dell’inutile spreco di cemento per opere costose quanto inutili. Abbiamo puntato anche su proposte concrete e alternative che sono, in gran parte, ancora valide. 

Ne ricordo solo alcune: affiancare il turismo con il rilancio dell’agricoltura e dell’artigianato, favorire la formazione e l’informazione dei giovani per aiutarli a entrare nel mondo del lavoro, sviluppare la coesione sociale aiutando le persone in difficoltà, sviluppare la cooperazione sovracomunale e interregionale per attrarre investimenti e per mantenere i servizi (in primo luogo con la creazione di un Ospedale interregionale, che di fatto già esiste qui a Castello).

Il ruolo dell’opposizione è importante (anche se un po’ frustrante): come l’abbiamo svolto? Anche in questo caso mi pare di poter dare un giudizio molto positivo sul ruolo che abbiamo svolto che è stato di critica e di denuncia. Ricordo solo le vicende Pax Cristi/Unisanitas, discarica abusiva, municipalizzate oltre a qualche abuso edilizio, ma anche di proposta e di stimolo: più di una volta abbiamo evitato che si votassero atti improponibili (o illegittimi) e abbiamo contribuito a migliorare atti e proposte della maggioranza.

Mi rendo conto che, come sempre, si sarebbe potuto fare di più e meglio. Qualcuno ci ha chiesto di essere più incisivi nella denuncia (ma ricordo che per denunciare ci vogliono le prove e queste... nessuno ce le ha fornite). Qualcuno avrebbe voluto più proposte, alternative a quelle della maggioranza. Qualcuno ha lamentato che abbiamo, via via, perso il contatto con gli elettori. Le critiche sono sempre utili e ben accette.

Forse, come gruppo consiliare, ci sarebbe stato utile un maggiore appoggio e una maggiore coesione dell’Associazione che abbiamo creato dopo le elezioni, proprio come supporto al gruppo oltre che come voce critica e propositiva nell’ambito della comunità castellana.

Cosa fare ora? Vedo e sento amici scoraggiati: l’attivismo del Sindaco (cito solo la piscina, le piste ciclabili, la nuova piazza) sembra aver convinto molti che la partita sia già persa. Ovviamente non credo sia così. Dobbiamo riconoscere al Sindaco una buona capacità di tessere relazioni, peraltro, dovute ad amicizie trasversali e ora in attesa di essere rinnovate. Domanda: chi sarà il prossimo sponsor politico di Caruso dopo le elezioni regionali?.

Ma i problemi di Castello restano in buona parte irrisolti: mancanza di lavoro (soprattutto per i giovani), declino delle attività economiche, ridotta stagionalità turistica, drastica riduzione dei servizi (Ospedale in testa nonostante le promesse del Sindaco e dei suoi amici provinciali e regionali). E poi c’è il suo/loro metodo di governo che sopravvive intatto: favori al posto di diritti, opacità dell’amministrazione, figli e figliastri. 

Non vale ancora la pena di lottare per una Castello migliore?    

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testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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