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politica e palazzo

A passeggio tra trasparenza e anticorruzione

Annalisa Garganodi ANNA LISA GARGANO

La legge 190/2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione” ha individuato nella trasparenza una misura di estremo rilievo per la prevenzione della corruzione in ogni PA. L’Anac ha poi impegnato ciascuna amministrazione ad individuare il rischio di corruzione a cui è esposta nell’esercizio delle sue funzioni e ad adottare misure concrete di prevenzione (piano Nazionale anticorruzione 2016). Ma quanto è trasparente l’amministrazione del nostro Comune?

Ancora troppo poco, a giudicare dai dati pubblicati nella sezione “Amministrazione Trasparente” (AT) del sito istituzionale. Nello schema che segue sono riportate alcune delle voci (obbligatorie) della sezione AT con i dati presenti alla data del 19 luglio 2017 e con alcune considerazioni che definirei “di buon senso”.

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Sul fronte dell’anticorruzione, la Giunta Comunale, in data 29 gennaio 2016, ha approvato il Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC) per il triennio 2016-2018. Nella parte generale, viene evidenziato che non si procede alla rotazione del personale operante nelle aree a più elevato rischio di corruzione in quanto sussistono condizioni limitate e circoscritte. Tuttavia si ritiene fondamentale la formazione continua e puntuale dei dipendenti.

Ci piace perché, rendendo fungibili le competenze, si può agevolare, nel lungo periodo, il processo di rotazione. A questo proposito potrebbe essere utile la formazione offerta gratuitamente dall’INPS ai pubblici dipendenti (INPS Valore PA). Per ogni area di attività viene quindi individuato e ponderato il rischio di corruzione.

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Sono state quindi individuate le misure utili a prevenire e/o ridurre tale rischio: controlli interni, trasparenza, formazione, monitoraggio sulla tempistica, assegnazione agli uffici, obbligo di astensione nei casi di conflitto di interessi. Nel Comune di Castel di Sangro, come d’altronde in ogni altra PA, si crea cioè un sistema complesso di procedure e controlli interni che non servirebbe se ciascun pubblico dipendente e rappresentante politico facesse quello che è stato chiamato a fare: perseguire l’interesse esclusivo della Pubblica Amministrazione. Ma tant’è.

Allo stesso modo, anche la trasparenza non è (o non dovrebbe essere) un adempimento. La trasparenza è uno stile di governo. È un modo per dire: ”So quello che faccio e lo faccio nel rispetto della legge. Voglio che tra me i miei concittadini ci sia un rapporto di fiducia reciproca e completa. Per questo devo rendere pubbliche le mie scelte ed essere pronto a ricevere osservazioni. Il mio Comune è la casa di vetro dei miei concittadini”. E allora, ben vengano le assemblee pubbliche per essere informati delle scelte e dei successi dell’Amministrazione, purché però non ci si illuda di qualcosa che non c’è. Ad esempio, ricordiamo tutti  la conferenza sulla Unione di Comuni in cui si respirava aria di sincera e fraterna amicizia tra i Sindaci, la Comunità Montana, la Regione e il Mondo Intero e poi, a distanza di pochi giorni… le dimissioni-denuncia dell’avv. Liberatore! Ma come?!

E allora ben vengano questi incontri ma, prima di tutto, investiamo sulla trasparenza amministrativa. Ancor di più oggi che abbiamo l’onere e l’onore di avere come Sindaco un Presidente della Provincia!

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testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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