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politica e palazzo

Campus, la storia (in)finita

Annalisa Garganodi ANNA LISA GARGANO

Sono passati ormai otto anni da quando, a seguito delle verifiche post-sisma dell’Aquila e di San Giuliano, risultò “l’assoluta inadeguatezza” dell’edificio della scuola  media di Castel di Sangro. Otto anni in cui docenti, studenti e collaboratori scolastici hanno dovuto adattarsi agli spazi limitati messi a disposizione dall’Istituto Tecnico Liberatore e rinunciare a palestre, laboratori, sale docenti, servizi sanitari adeguati, in cambio di una maggiore sicurezza del luogo di lavoro.

Tutti noi abbiamo accettato la scelta come ragionevole e condivisibile, confidando nelle capacità dell’amministrazione comunale e nelle rassicurazioni dei sindaci di trovare in tempi brevi una sede definitiva, sicura ed adeguata. Ed intanto sono passati otto anni. Ma cosa è successo in questi otto anni? E, soprattutto, a che punto siamo?    
Grazie all’aiuto del consigliere Carnevale, ho raccolto un po’ di materiale utile per ripercorrere le varie tappe di un progetto ambizioso che, nel corso del tempo, ha subito rimaneggiamenti e sforbiciate passando dal progetto di un campus da 15 milioni di euro al progetto di una scuola media da 4,7 milioni di euro e, forse, di una scuola primaria (ex elementare) da 2,5 milioni. Queste le tappe.

Gennaio 2011. Il Comune di Castel di Sangro trasmette alla Regione Abruzzo una richiesta di finanziamento per la realizzazione di un Campus scolastico comprendente scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Con decreti n. 61 (maggio 2011) e n. 89 (dicembre 2011), il Commissario per la ricostruzione assegna al Comune di Castel di Sangro, € 7,224 milioni di euro per la realizzazione di nuovi edifici scolastici. A novembre 2011, durante la discussione relativa alla adozione del piano particolareggiato e della variante al PRG vigente (delibera  53/2011), il sindaco Murolo afferma che l’area compresa tra la strada comunale di Santa Lucia e  l’area ferroviaria “riveste un ruolo strategico sia per la presenza della Ferrovia RFI che per quella in via di dismissione della Sangritana oltre che la per valenza geomorfologica e climatica della stessa, risultando esente da rischi idrogeologici”.

 

collage rendering campus         
La delibera viene approvata con il voto favorevole anche del gruppo di minoranza “Comunità attiva” che, tuttavia, deposita la seguente dichiarazione, pienamente condivisibile: “…Riteniamo che sia basilare la predisposizione di uno studio urbanistico esteso oltre l’area di insediamento, agli spazi di risulta FAS, agli immobili di via Ponte Nuovo (ex mattatoio) sino al fiume Zittola, che abbia il compito di riconnettere il tessuto urbano, di creare un luogo accogliente e fruibile che si apra alla Città dove i giovani possano imparare il mestiere della vita, favorendo così le relazioni e la partecipazione del nostro vivere civile. Sarà pertanto di fondamentale importanza la soluzione che si crei un vero luogo di aggregazione “aperto” alle dinamiche sociali e culturali, individuando significativi elementi di interconnessione tra l’area oggetto di studio , gli spazi dei singoli plessi scolastici e la Città”.

Pertanto, con delibera n. 54, il 29 novembre 2011 il Consiglio Comunale:

  • approva il progetto preliminare del campus, redatto dall’arch. Claudia Cincione, costo complessivo 15,233 milioni di euro, completo degli allegati tecnici ed economici e della relazione geologica affidata al prof. Domenico Sansonetti;
  • adotta la variante urbanistica (poi approvata a giugno 2012) imponendo il vincolo preordinato all’esproprio. La zona compresa tra la strada comunale di Santa Lucia e  l’area ferroviaria passa da zona I (servizi generali) a zona I2 (edilizia scolastica) e ai proprietari dei terreni ricadenti nella “zona campus” vengono inviate le comunicazioni di avvio del procedimento di esproprio.

Il 20/12/2011 il Comune trasmette la delibera n. 54 alla Provincia dell’Aquila che inserisce l’opera nel piano triennale 2010-2012. A questo punto, si registra una battuta di arresto. Da dicembre 2011 a ottobre 2013 del Campus non si parla più, né in consiglio comunale, né in giunta.         
Finalmente, a ottobre 2013, la giunta comunale delibera (n. 170) di utilizzare la somma di 7,224 milioni per la costruzione della sola scuola media evacuata e, ad aprile dell’anno successivo, approva il nuovo progetto preliminare per la ricostruzione/delocalizzazione della scuola media, redatto dall’ing. Piero Verde. Costo complessivo 4,72 milioni di euro. La relazione geologica, questa volta, viene affidata al dott. Luca Cappelli. L’opera viene inserita nel piano triennale 2014-2016.        
A maggio 2014, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni (USRC), subentrato al Commissario per la ricostruzione, assegna il finanziamento definitivo di euro 4.720.000,00.        
A settembre 2014 viene indetta la procedura aperta per la progettazione esecutiva e la realizzazione della scuola media (appalto integrato). Rispondono 22 ditte. La commissione di gara, nominata a gennaio 2015, termina i lavori il 31/8/2015, aggiudicando provvisoriamente l’appalto alla ditta “Salvatore e Di Meo Snc” di Sulmona. 
A settembre 2015 viene richiesta la documentazione di rito, compresa la certificazione antimafia.  Ci vorranno ben cinque mesi per avere dalla Prefettura dell’Aquila la comunicazione che …. “l’istruttoria della pratica è in corso”. Il certificato arriverà solo nel mese di giugno!    
Nel frattempo la società ha cambiato denominazione e forma giuridica, passando da Snc a Srl. Il 4 luglio 2016 viene finalmente stipulato il contratto di appalto con i seguenti importi: 3,5 milioni per lavori, 69.920,00 euro per i piani di sicurezza; 62.500,00 euro per la progettazione esecutiva; 66.500,00 euro per la progettazione definitiva, oltre IVA. E le seguenti scadenze: progetto esecutivo entro 30 gg dall’avvio della fase di progettazione; segue l’approvazione del progetto esecutivo e la consegna dei lavori da parte del Comune; fine dei lavori entro 476 giorni dalla consegna. Poi, il collaudo. Per il taglio del nastro dovremo quindi attendere l’anno scolastico 2018/19, salvo imprevisti.  E saranno così passati dieci anni di progettazioni, delibere, procedure, passaggi di competenze mentre ciò che doveva essere provvisorio è diventato “normale”.       

Ed ora una buona notizia.

Come annunciato dal Sindaco nell’ultimo consiglio comunale, a breve potrebbero iniziare anche i lavori della nuova scuola primaria di Castel di Sangro. L’intervento, infatti, è stato inserito nel programma nazionale #Italiasicurascuole” con un contributo di circa 1,3 milioni di euro che non dovrebbe tardare ad arrivare. Anzi, sembra che i lavori debbano essere aggiudicati entro il prossimo 30 giugno.

Acquisiti i finanziamenti, sta ora al Comune, con i suoi efficienti funzionari, fare in modo che le opere si realizzino in tempi certi, senza sprechi e nell’ambito di un progetto organico di qualificazione dell’area di insediamento.

E se i fondi non dovessero essere sufficienti, ricordiamo che già nel 2014, la giunta comunale  (sindaco ing. Murolo) nell’approvare una richiesta di contributo per la scuola primaria, impegnò il Comune alla “completa realizzazione funzionale dell’intervento e a porre a carico del proprio bilancio o a reperire tramite project financing l’eventuale spesa non coperta dal finanziamento” e “a vincolare per l’edilizia scolastica i proventi derivanti dall’eventuale vendita degli edifici dismessi”.

Per la nuova Giunta, questo impegno è ancora vincolante? E a quanto ammontano i proventi della vendita degli edifici dismessi destinati all’edilizia scolastica?

E, per finire, la maggioranza ritiene opportuno, come già richiesto dal gruppo consiliare di “Progetto Comune” lo scorso 30 novembre,  “rivitalizzare” la Consulta per il Diritto allo Studio istituita nel 2000?

Fiduciosi, attendiamo risposte. 

1848
testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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