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politica e palazzo

Diciotto mesi di Progetto Comune

Daniele Marinellidi Daniele Marinelli

Quando diciotto mesi fa, dopo una combattuta partita elettorale, ebbe inizio la storia politico-amministrativa del gruppo di Progetto Comune, ai nostri concittadini promettemmo fondamentalmente due cose. La prima: restare uniti, entrando in completa sintonia con i bisogni e le aspettative dei castellani per essere pronti, alla prima occasione utile, a subentrare alla sgangherata maggioranza di Caruso. La seconda: lavorare senza risparmio, dentro e fuori il consiglio comunale, con una opposizione determinata e senza sconti, dinamica e propositiva, imponendo all’amministrazione comunale una pressione concreta e palpabile, come poche volte era accaduto in passato.

Ricevuto un mandato molto forte dai cittadini che avevano scelto la squadra di Fioritto, abbiamo voluto interpretare il ruolo dell’opposizione con il senso di responsabilità di una forza di governo, scongiurando il rischio che potesse prevalere il sentimento di frustrazione che è spesso inevitabile destino di una minoranza. Digerita la realtà di un consiglio comunale opaca cornice dell’individualismo di Caruso, abbiamo scelto di lavorare pancia a terra, nell’esclusivo interesse della città.

Innanzitutto sulla trasparenza della “cosa pubblica”, spingendo l’aula consiliare ad adottare un regolamento per la trasmissione in streaming delle proprie sedute e ottenendo la costituzione di una commissione su sanità e sociale. Grazie anche al sostegno delle associazioni e dei cittadini, abbiamo poi ottenuto importanti successi, come è accaduto sul tema della salvaguardia del verde pubblico, dove è stata scongiurata una sostanziale privatizzazione della villa comunale. Come è accaduto in occasione della bonifica della discarica abusiva rinvenuta nei pressi del fiume Sangro, una vicenda che ci aveva spinti fino all’estrema decisione di inoltrare un esposto alla magistratura.

Più spesso, tuttavia, è prevalsa la volontà dell’amministrazione. Il gruppo di Caruso, come è noto, possiede il mandato democratico e i numeri per imporre le proprie scelte. Quando abbiamo cercato di accendere i riflettori sui problemi della Pro Loco, per esempio, la nostra idea di costituire una commissione consiliare è stata rispedita al mittente. Si trattava probabilmente di un tema troppo scottante per poterne condividere i contorni con l’opposizione. Lo stesso inevitabile destino è toccato alla proposta sul “baratto amministrativo”, affossata dalla maggioranza senza alcun approfondimento. Responsabilità del Sindaco e dei suoi sono anche la contestatissima scelta del nuovo presidente della CdS Servizi, la delibera sulla ricapitalizzazione dei debiti della società – pesantemente rovesciata sulle spalle dei cittadini – così come larga parte delle varianti urbanistiche discusse e approvate in consiglio comunale. Dall’avvio della legislatura abbiamo poi messo in campo un pressing incessante sul tema della riscossione dei canoni e degli affitti – tipico e grossolano specchio dell’ormai nota politica dei due pesi e delle due misure – su Bocche di Forli e sulla delicata partita delle residenze. Su questi terreni presto torneremo alla carica, con ancora maggiore determinazione.

Sul tema della sanità – una partita molto complicata e ancora tutta da giocare – avremmo potuto cavalcare le facili onde della propaganda, ma non avremmo fatto l’interesse dei cittadini. Di fronte all’inconsistenza politica delle amicizie vantate dal Sindaco in Regione Abruzzo, abbiamo scelto invece di caricarci della responsabilità di rappresentare il nostro territorio in un momento estremamente difficile, impegnandoci in un delicato confronto con i vertici regionali.

Naturalmente c’è ancora molto da fare, ma dopo diciotto mesi, riannodando i fili di questo percorso, senza tralasciare le iniziative promosse dall’associazione Progetto Comune – “maggio in rosa” e “codice Patini” su tutte – considerate le importanti e legittime aspettative che esistono nei nostri confronti, questo gruppo è certamente più forte. Non tanto e non solo per l’esperienza acquisita o per i risultati ottenuti, ma soprattutto perché c’è ormai la netta percezione che esista un forte blocco sociale favorevole al cambiamento. Un pezzo importante della città soffia alle nostre spalle per promuovere il rinnovamento dello stile e delle scelte più importanti della politica castellana. Un desiderio che ha rappresentato e rappresenta il vero fondamentale carburante della nostra azione politica.           
Spesso Caruso ci accusa di avere avvelenato il clima sociale, mettendoci in avviso rispetto ai pericoli che il nostro spirito competitivo determinerebbe. Sindaco, non ce ne voglia, ma è esattamente il rovescio della realtà. Perché il dinamismo sociale e politico di questo gruppo ha prodotto una rinnovata voglia di partecipare, una più forte coscienza civica e una più spiccata capacità di unirsi, senza bandiere, intorno agli obiettivi che vengono individuati come cruciali per l’interesse generale della città. Non è un caso che proprio in questa legislatura siano maturate le condizioni per realizzare iniziative bipartisan – ultima in ordine di tempo la pulizia del fiume Zittola – che hanno dato occasione ai cittadini di dimostrare quel senso di appartenenza che troppe volte in passato è parso sopito. È questa la strada giusta: lo sforzo di disegnare un modello di convivenza e spirito civico che facciano sentire a tutti e ad ognuno, indipendentemente dagli schieramenti, l’orgoglio di essere castellani, e insieme una forte, massiccia spinta al cambiamento, che troverà pieno spazio quando abbandoneremo i banchi dell’opposizione e ci misureremo – con passione e determinazione – con la sfida di amministrare la nostra città.

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testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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