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cultura

Un archivio storico a Castel di Sangro

Raffaella Dell'Erededi Raffaella Dell’Erede
memoria del passato e opportunità per il futuro

Vincenzo Balzano in “La vita di un Comune del Reame, Castel di Sangro” così scriveva nel lontano 1942, descrivendo il luogo natìo: “Si tratta di una piccola città, posta a una delle principali porte degli Abruzzi, di cui poteva facilitare o proibire l’accesso; e un tal fatto principalmente operò nella massa popolare agente e creantesi la propria vita nella formazione dello spirito, del carattere regionale, nella costituzione ideale della Patria. Sapere le vicende del piccolo angolo che ci vide nascere, sapere chi ci ha vissuto prima di noi e per quali virtù, per quali difetti menò la vita ora più felicemente, ora più infelicemente, è cosa desiderata e nel tempo stesso necessaria. Perocché la conoscenza di ciò che più non è, insegna ciò che deve essere; nel senso che apprendere quel che han fatto i nostri maggiori è sapere ciò che dovremo fare noi”. Queste parole incarnano il significato autentico della memoria che, nei Comuni, è rappresentata dall’Archivio. Fonte documentale, scrigno di informazioni, custode di verità passate e monito per il presente: questo è l’Archivio.

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Castel di Sangro ha la fortuna di possedere un materiale documentale ampio: Archivio Antico (dal 1302 al 1793); Archivio Storico (1793-1860; 1860-1960); Archivio di Deposito (1961-2006); Archivio Corrente (2007-2017). L’Archivio comprende pergamene di valore e attualmente questo patrimonio è conservato in tre sedi diverse: il Museo Aufidenate, l’ex Scuola Media e la casa comunale in ristrutturazione. Lo smembramento è dovuto a tale ristrutturazione, che ha richiesto lo spostamento dei preziosi documenti. Il nostro Archivio, perciò, sta attraversando un momento difficile ma, come nella vita di ognuno di noi, le difficoltà possono essere causa di riflessione e di miglioramento, perfino, delle condizioni di partenza. Perciò, noi vogliamo vedere questo momento come un’opportunità e non come una facilitazione a mantenere lo smembramento o, peggio ancora, ad un allontanamento dal nostro Comune di quel ricco materiale documentario. In questo senso si muoveva la nostra proposta, datata ormai 27 ottobre, seguita da una riproposizione del 13 novembre 2017, nelle quali si chiedeva di non trasferire nessuna parte dell’Archivio medesimo in altra località, come dichiarato invece in precedenti delibere di giunta comunale. Con l’occasione ricordavamo gli Artt. 822-823 del Codice di Procedura Civile e l’Art. 54, D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), c.1., che dispone: “Sono inalienabili i beni culturali demaniali di seguito indicati: a) gli immobili e le aree di interesse archeologico; b) gli immobili riconosciuti monumenti nazionali con atti aventi forza di legge; c) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e biblioteche; d) gli archivi.  

Il Testo Unico sui Beni Culturali (D.Lgs 490/99) individua in via preliminare le categorie di beni in nessun modo alienabili e cioè tutti i beni che hanno riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte e della cultura in genere nonché quelli che documentano l’identità e la storia delle istituzioni pubbliche e collettive. Il Comune di Castel di Sangro dispone di locali utilizzabili alla conservazione del materiale suddetto: si veda ad esempio tutto il piano sovrastante gli attuali locali dell’Agenzia delle Entrate (via Costa Calda, ex Palazzo del Principe), il Museo Civico Aufidenate, la Pinacoteca Patiniana, il ristrutturato edificio che ospiterà il Comune; e possiede le risorse umane utili ad una giusta conservazione del materiale. Chi scrive, inoltre, ha titolo specifico in Archivistica e Biblioteconomia, e darebbe volontariamente la propria disponibilità per le attività di affiancamento relative alla gestione del patrimonio documentale.    

archiviPer tutti questi motivi, abbiamo suggerito e desideriamo fortemente la costituzione di un gruppo di lavoro che possa monitorare il recupero, l’inventariazione e la catalogazione di tutto il materiale documentale e librario del Comune di Castel di Sangro, ai fini di una esatta ricognizione e per evitare la dispersione del patrimonio culturale della Città. In questo gruppo di lavoro è opportuno che siano presenti persone con competenza specifica nel settore. Riteniamo che i denari previsti per eventuali affidamenti esterni, inopportuni, possano essere utilizzati per formare i giovani alla professione archivistica e/o bibliotecaria con le modalità previste a norma di legge ed attuate in diversi comuni italiani. Desideriamo e chiediamo, quindi, l’Istituzione di un vero e proprio Archivio storico della Città di Castel di Sangro con fondi di pregio e fortemente caratterizzanti l’identità della città. 

Crediamo che una scelta di questo senso non sia utile solo per il recupero del passato, ma anche per la comprensione del presente e per un futuro che veda il turismo culturale come parte integrante della nostra offerta turistica. Mostre a tema con pezzi unici dal grande valore, fornirebbero sicura attrattiva con la definizione di un circuito culturale costituito dal Castello, dalla Chiesa Madre, dal Museo Civico Aufidenate, dalla Pinacoteca, dalla ricostituenda Biblioteca (che conserva cinquecentine di valore) e, appunto, dall’Archivio storico. Questo Archivio potrebbe avere già un’intitolazione: a quelle giovani donne che, nel novembre del 1943, in una Castel di Sangro rasa al suolo dai tedeschi, rischiarono la vita per salvare i faldoni dell’Anagrafe: Maria Checchina Marchionna, Nicolina Buzzelli, Lina Bellisari e Iride Sfirri. Sarebbe, questo, un gesto che andrebbe ad esaltare l’eroismo autentico, senza secondi fini, animato da passione civile e da amor di patria.

Un esempio. Per tutti noi.

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