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alto sangro

Il metodo Caruso: promesse, passerelle e priorità dimenticate

Daniele Marinellidi Daniele Marinelli

Pochi giorni fa, passeggiando vicino al convento della Maddalena, ispirato dai colori dell’autunno e dall’imponente sagoma del ponte di prossima inaugurazione (idea pregevole, ma con struttura, materiali e colori che sembrano catapultati in mezzo ai nostri monti da qualche megalopoli californiana), mi sono chiesto quale giudizio si possa dare, a tre anni dall’insediamento, all’operato dell’amministrazione comunale. Ammantandosi delle vesti del supereroe, con grande successo per la sua immagine personale, il Sindaco sta intelligentemente raccogliendo i buoni frutti del lavoro fatto dai suoi predecessori (piste ciclabili, campus scolastico) e, utilizzando le opportunità del Masterplan, ha avviato l’iter per la realizzazione di altri lavori pubblici (sempre che i finanziamenti previsti non vengano smistati sulla manutenzione dei ponti dell’A24 e dell’A25). 

Tuttavia, pur dando atto di uno sforzo sul capitolo delle grandi opere, Caruso non ha risolto nessuna delle questioni più urgenti per il benessere di Castello e dei castellani. Giovani, tasse, servizi, sanità e sviluppo economico, per citare soltanto alcuni titoli, sono argomenti estranei alle priorità dell’amministrazione. Tra l’altro, con i cambiamenti ai vertici del governo nazionale e regionale, è ormai esaurita la stagione in cui le conoscenze e i rapporti personali di Caruso avrebbero potuto portare qualche vantaggio alla città. Come da migliore tradizione, anche nell’ultimo periodo il “metodo Caruso” è stata di lotta e di governo (passerelle e taglio di nastri con l’assessore Paolucci sulle piste da sci di Roccaraso alla domenica, articoli di giornale contro la Regione il lunedì), con slogan e promesse in quantità industriale (qualche mese dopo le elezioni, intervistato, disse che il via libera definitivo al piano regolatore sarebbe arrivato sotto l’albero come regalo di Natale: era il 2016!). PONTE

Dietro questa scintillante attività teatrale si cela però un vuoto cosmico. Nell’ultimo consiglio comunale ho chiesto un paio di delucidazioni in merito al bilancio e ai soldi che l’amministrazione non sa (o non vuole) incassare dai concessionari e dagli affittuari morosi. La risposta – prima del consueto provvidenziale aiutino della segretaria comunale – è stata che avrebbero approfondito le cifre. Avete capito bene: la maggioranza prima approva il bilancio e poi lo approfondisce. È forse per questo motivo che tutte le nostre proposte di riduzione delle tasse o di sostegno ai giovani e alle imprese sono sempre cadute nel vuoto? Oppure la verità è che il primo cittadino si circonda di un manipolo di incompetenti? Onestamente, credo di no. Piuttosto, la strategia carusiana dell’uomo solo al comando sta producendo un clima di delusione e frustrazione perfino all’interno del suo stesso gruppo. Tenendo gelosamente per sé quasi tutte le deleghe di governo, il Sindaco ha dichiarato totale sfiducia nei suoi colleghi (che pure continuano a percepire tutte le indennità previste dal regolamento, senza alcun taglio e senza alcuna rinuncia: un’altra promessa elettorale finita miseramente nel dimenticatoio!). Come noto, Caruso si fida solo di se stesso e della ristretta cerchia di personaggi (non eletti) che lo circondano, cui affida il compito di gestire tutte le questioni che più direttamente gli interessano. La sensazione è che se alcuni tra i suoi assessori e consiglieri potessero uscire allo scoperto, con un sussulto di orgoglio, lo sfiducerebbero anche domani mattina. Vedremo. 

Ad ogni modo, guardando a quest’altra metà del campo, è opinione diffusa che l’opposizione in questi anni abbia fatto un buon lavoro in consiglio comunale. Non mi dilungo su questo aspetto, già approfondito, su queste stesse pagine, da Alfredo Fioritto. A un anno e mezzo dalle prossime elezioni comunali è arrivato però il momento di fare qualcosa di più e di nuovo, domandandosi quale sia la strada per vincere la sfida. Tre anni fa, grazie alla fiducia dei castellani, abbiamo sfiorato la vittoria. Il civismo del progetto – lontano dalle appartenenze politiche e partitiche –, la capacità di aggregare tutte le componenti della città e la partecipazione democratica dei cittadini hanno rappresentato la nostra vera energia. Questo grande patrimonio va salvaguardato e valorizzato come una straordinaria risorsa. Bisogna ripartire da lì, perché cullarsi sul risultato delle ultime elezioni, o sulla consapevolezza di aver fatto un buon lavoro in consiglio comunale, sarebbe soltanto l’anticamera di un’amara sconfitta. E bisogna ripartire con forza, pancia a terra, mobilitando associazioni, forze politiche, forze economiche e singoli cittadini – tutti coloro che continuano a non riconoscersi in questo modo di amministrare la città –, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in questi anni in consiglio comunale. 

Ci sarà il tempo per le scelte: leader, squadra e programma, in un gruppo politico democratico e aperto come il nostro, non sono mai delle sentenze scolpite sulla pietra. Nessuno di noi vive di politica o nutre l’ambizione di restare al proprio posto vita natural durante. Interpretiamo questo impegno come servizio, a disposizione di coloro che rappresentiamo e che per noi rappresentano l’unico vero punto di riferimento: i cittadini di Castel di Sangro. Nei prossimi mesi il lavoro dell’opposizione proseguirà senza sosta, con la stessa determinazione e responsabilità di sempre. Ma da oggi comincia una nuova partita. Per costruire, insieme ai castellani, il futuro della nostra città.

1848
testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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