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alto sangro

Videosorveglianza più vicina, ma quanta fatica!

Daniele Marinellidi Daniele Marinelli

Nel corso del consiglio comunale di lunedì 26 marzo, dopo il pesante scontro consumatosi nella discussione sulle tasse locali (anche quest’anno altissime, a fronte di servizi quasi mai all’altezza delle risorse che vengono prelevate dalle tasche dei castellani), maggioranza e opposizione hanno approvato all’unanimità il regolamento per l’utilizzo di impianti di videosorveglianza nel territorio comunale. Si tratta di un primo concreto passo in avanti, condiviso da tutte le forze politiche, verso l’installazione di un sistema di telecamere capace di assicurare un più capillare presidio del territorio. L’esigenza di pubblica sicurezza e di prevenzione dei reati è evidentemente un tema di grande interesse per tutti i cittadini e l’inquietante intensificazione dei furti nelle abitazioni che Castel di Sangro ha conosciuto negli ultimi mesi ha reso questa necessità ancora più attuale e impellente. Banalmente va osservato come la presenza delle telecamere costituisca un deterrente valido ma in alcuni casi non sufficiente ad impedire il perpetrarsi dei reati. Tuttavia si tratta senza dubbio di una decisione importante da parte dell’amministrazione pubblica, volta a dimostrare senza tentennamenti la netta volontà di contrasto ai criminali che troppo facilmente hanno potuto imperversare sul territorio comunale. Altre importanti scelte andranno assunte, a partire dal massimo sostegno possibile alle forze dell’ordine, le cui risorse e i cui organici andrebbero potenziati e rafforzati.

Il regolamento approvato dal consiglio comunale, in buona parte mutuato dalle esperienze di altri comuni, rappresenta un buon compromesso tra le priorità della sicurezza e della protezione dei dati sensibili e costituisce il presupposto necessario per attivare le procedure propedeutiche all’installazione delle telecamere. Ciò detto, sembra utile fare una premessa e qualche breve riflessione. La premessa è il necessario ringraziamento a tutti quei cittadini e quelle associazioni che hanno svolto una parte attiva in questo processo, prima sollecitando e poi accelerando le scelte dell’amministrazione pubblica: penso in particolare al comitato imprenditori, che ha dimostrato anche in questa occasione un’autorevole capacità propositiva. Quando sensibilità e preoccupazioni si manifestano in maniera così forte e diffusa, è preciso dovere delle istituzioni e delle forze politiche rispondere, possibilmente in maniera rapida e unitaria, per trovare soluzioni adeguate alle esigenze della popolazione.

Le riflessioni sono due. La prima, di natura tecnica, suggerisce che il quadro individuato dal regolamento sia soltanto un passo iniziale. Il sistema di telecamere ipotizzato è senz’altro utile a coprire i varchi di ingresso e alcune tra le principali zone del centro urbano; andrà completato e irrobustito, individuando nuove risorse, perché sia ancora più compiuto ed efficace. La seconda è di natura politica e vuole sottolineare la natura bipartisan della scelta effettuata in consiglio comunale. C’è da dire che anche in questo caso il percorso non è stato dei più agevoli: ai primi appelli del gruppo di Progetto Comune, infatti, non era seguita risposta; di fronte alla nostra richiesta di un incontro, proposta e reiterata, Caruso ha fatto finta di nulla, mostrando scarsa consapevolezza della posta in gioco e mancando per l’ennesima volta l’appuntamento con l’impegno che solennemente aveva assunto all’esito delle elezioni di tre anni fa: essere il Sindaco di tutti. Tuttavia, poiché la cosa più importante per i cittadini rimane senza dubbio l’obiettivo, il voto unanime del consiglio comunale fa giustizia anche di questa incomprensibile scortesia istituzionale. Durante l’attuale consiliatura, maggioranza e opposizione hanno trovato sovente terreno di scontro, spesso in maniera molto aspra, evidenziando le profonde distanze che esistono tra il gruppo di Caruso e quello di Progetto Comune. Su alcune grandi questioni – e la sicurezza è senz’altro tra queste – è però sempre opportuno cercare – e quando è possibile trovare – le più ampie convergenze, poiché i valori che uniscono la nostra comunità restano molto solidi ed è giusto che le forze politiche raccolgano e traducano in maniera unitaria le sensibilità più profonde di cui la società castellana si fa interprete. Di questa consapevolezza il gruppo consiliare di Progetto Comune si è fatto portatore fin dal suo insediamento, manifestando la massima responsabilità, senza per questo contraddire la sua proverbiale intransigenza. Sarà così fino alla fine del mandato: per noi è questo il mestiere dell’opposizione, nell’interesse esclusivo di Castello e dei castellani.

1848
testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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