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alto sangro

Da Bruxelles a Castel di Sangro: proposte di sviluppo

Raffaella Dell'Erededi Raffaella Dell’Erede

Il 19 e 20 dicembre scorso, chi scrive ha partecipato a due giornate di formazione presso il Parlamento Europeo a Bruxelles, organizzate dall’europarlamentare Andrea Cozzolino e che avevano per titolo “Azioni Innovative Urbane”, lanciate dalla Commissione Europea con l’obiettivo di aiutare i centri urbani a cercare e sperimentare soluzioni innovative per rispondere alle esigenze sempre maggiori che le interesseranno nei prossimi anni. Lo scopo finale è quello di far comprendere alle amministrazioni locali l’importanza di conoscere le opportunità offerte dalla Comunità Europea in relazione ad iniziative da misurarsi in base alle esigenze locali, rispondendo, dunque, alla complessità della vita reale. Gli argomenti affrontati sono stati diversi: creazione di lavoro e professionalità nell’economia locale, uso sostenibile del suolo, economia circolare, integrazione di rifugiati e migranti, sostenibilità negli acquisti pubblici, innovazione digitale, quelli dominanti. I temi citati sono quelli legati alle maggiori possibilità di finanziamento europeo.

Le sollecitazioni da riportare “a casa” sono state molte. Nei contenuti, in riferimento a quanto stabilito dall’accordo Confcommercio-Anci del novembre 2016, vengono identificate le seguenti azioni:

  • contrastare la desertificazione commerciale;
  • sperimentare nuove prassi per la rigenerazione dei centri urbani;
  • definire nuove professionalità;
  • creare le condizioni per lo sviluppo di programmi e progetti finanziabili con Fondi europei.

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Naturalmente tali interventi devono essere applicati tramite modalità che permettano la loro migliore realizzazione. Traducendo tali sollecitazioni nella nostra realtà, è possibile, in base all’esempio di Comuni presenti nel citato rapporto Confcommercio-Anci, individuare degli obiettivi e, contemporaneamente, delle modalità d’azione che contribuirebbero a rilanciare il nostro territorio, attualmente in forte sofferenza, come sanno bene imprenditori, commercianti e artigiani della nostra zona. Tali obiettivi potrebbero essere, appunto:

  • una fiscalità di vantaggio per gli operatori economici e i cittadini impegnati in progetti o attività di riqualificazione;
  • recupero e riuso di edifici pubblici dismessi o non utilizzati;
  • promozione di prodotti tipici;
  • valorizzazione delle risorse naturali e culturali;
  • riqualificazione urbana di vie, piazze e luoghi di particolare interesse;
  • azioni coordinate di marketing e animazione per rendere più appetibile e “attrattivo” il territorio.

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Auspicabile, per la promozione dell’intero territorio, la collaborazione fra Comuni i quali, con la partecipazione della Regione, potrebbero mettere in campo azioni condivise, utili e maggiormente efficaci. Un gruppo di progetto, fatto da rappresentanti delle istituzioni locali e professionisti di settore potrebbe essere il perno di una progettualità da attuare per un effetto benefico nello sviluppo economico della zona. 
Attualmente, sono aperti dei bandi in relazione al programma di sviluppo rurale 2014-2020 per la promozione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Diverse le misure di intervento:

  • investimenti in immobilizzazioni materiali;
  • sostegno a investimenti a favore della trasformazione/commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli (scad. 31 marzo);
  • sostegno per investimenti diretti ad accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi ambientali; investimenti in nuove tecnologie silvicole (scad. 27 marzo);
  • sostegno agli investimenti nella creazione, miglioramento o espansione dei servizi di base locali per la popolazione rurale forestale (scad. 28 aprile).

È evidente che questi bandi vanno esaminati per comprenderne la fattibilità sui propri territori, ma va comunque rimarcato che la progettualità tesa all’ottenimento di fondi europei sta diventando sempre più uno strumento efficace di sviluppo e zone come la nostra potrebbero trarne grande vantaggio. Naturalmente bisogna avere volontà, capacità di costruire, determinazione per pretendere dalle istituzioni locali l’appoggio necessario per tali operazioni.           
I giovani, in particolare, sarebbe opportuno si avvicinassero ad una materia utile per il loro futuro, se si vuole, imprenditoriale. Siamo in un momento storico nel quale il lavoro bisogna praticamente costruirselo ed allora un’idea vincente, la capacità di innovare ed innovarsi, l’attenzione alle sollecitazioni ed alle possibilità che vengono dall’esterno diventano una modalità essenziale per la crescita di se stessi e del territorio nel quale si vive.

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testata giornalistica dell'Associazione "Progetto Comune"
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