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alto sangro

Ennesima beffa per il nostro Ospedale: adesso basta!

La Asl indaghi sulla procedura

«Veniamo oggi a conoscenza di un atto a nostro giudizio grave ed infondato. Con un provvedimento dell’11 novembre scorso, infatti, il capo dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia dei nosocomi di Castel di Sangro e Sulmona intima l’immediato trasferimento di un anziano over 65 affetto da frattura di femore dall’Ospedale di Castel di Sangro direttamente a Sulmona, saltando la preospedalizzazione nel nostro Presidio.

In un provvedimento che non riporta nemmeno un protocollo, si fa riferimento a norme ministeriali e regionali ma non si specifica quali esse siano. Questo significa che il capo dell’UOC, quando si tratta di questioni che coinvolgano l’ospedale di Castel di Sangro, si sente in diritto di agire senza l’assenso del capo dipartimento o del direttore sanitario o del direttore generale, oltretutto in una specialità di eccellenza del nostro presidio.

Riteniamo questo l’ennesimo attacco alle funzioni previste per il nostro nosocomio da parte di non aventi titolo ad attivare tali procedure e contestiamo la procedura in sé. Chiediamo che il direttore sanitario d’azienda Colizza, e il direttore generale Tordera valutino con attenzione la legittimità della procedura traendone le opportune conseguenze.  
Tali atti ci ricordano un iter che il nostro territorio conosce bene, si pensi alla Ginecologia, ma che non deve in nessun modo essere ripetuto. La sospensiva del TAR circa l’ospedale di Penne (l’unico insieme al nostro ad essere classificato come presidio di zona disagiata) che ha prodotto ricorso avverso l’assetto previsto con il nuovo Piano Sanitario Regionale, fa ulteriormente riflettere e rafforza la nostra determinazione nella difesa del presidio di Castel di Sangro. Chiediamo il sostegno del sindaco Angelo Caruso, col quale abbiamo desiderio di portare avanti un discorso univoco per il bene di tutti. Abbiamo seguito e seguiamo le strade della politica ma, più d’ogni altra cosa, ci interessa il bene del nostro Alto Sangro che troppo spesso paga un prezzo troppo alto e deciso da altri. Noi non ci stiamo. La battaglia continua».

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